LA FABBRICA DEI SOGNI

Bienvenue à Paris

Novembre 20, 2018

La fabbrica dei sogni

Episodio 8

Aereoport d’Orly sud, sono le 22:30 circa, mi guardo intorno e cerco la scritta Bagages, seguo una famiglia che penso sia meno scombussolata di me per trovare il ritiro bagagli. Mentre aspetto accendo il wifi per collegarmi alla rete dell’aeroporto. Accedo a messanger per scrivere a mia madre e a Davide, li rassicuro che sono sana e salva.

Sento parlare solo francese intorno a me, e ho la testa che mi scoppia, con le valigie mi avvio verso l’uscita TAXI e aspetto in fila il mio turno. Cerco nella borsa il biglietto in cui mi sono segnata l’indirizzo di Claudia.”Cavolo” – penso, “devo scriverle per avvisarla che sono atterrata”. Sento una voce che si rivolge a me “Modemoiselle … … ” non capisco il resto ma mi avvicino e gli mostro il bigliettino incapace al momento di parlare in qualsiasi lingua preferisco far finta di esser sordo-muta!!!

Le monsieur – scende dall’auto per riporre le bageges nel cofano e salgo in macchina e si parte verso questa destinazione sconosciuta. Guardo le strade che percorriamo, tutto nuovo e tutto ancora da scoprire, al sol pensiero sento le vene pulsare nelle mie tempie, mi sento una pila elettrica. Arriviamo nel quartiere di Belleville sono le 23 passate, l’autista si allontana ed io sto aspettando Claudia che viene a cercarmi.

Esce dal palazzo e si dirige verso di me e sorride “Ciao Ale, Bienvenue à Paris!” Vedendo il mio stato, capisce che sono sotto shock e decide di parlarmi del più e del meno, quello che ho ritenuto è “ci sono degli amici nostri e stiamo prendendo un verre, sei pronta? Io, che penso non ancor emesso un suono da quando uscita dall’aeroporto le dico “va bene, andiamo dai”. Terzo piano, porta in fondo a sinistra, Claudia apre la porta e vedo questo mini corridoio all’entrata, mi fa strada e nella mia stanza che si trova subito dopo sulla sinistra.

Lascio i bagagli in stanza e con Claudia e ansia,o in salone, riconosco il suo ragazzo Rachid che vien subito a darmi il benvenuto, e faccio un segno con la mano agli altri. Claudia dice qualcosa in francese, immagino che mi stia presentando e sento spuntare nella conversazione il nome di mia sorella Veronica. Stanca morta e in tensione mi scuso e nemmeno dopo un quarto d’ora sono in stanza. Il tempo di andarmi a struccare e lavarmi i denti che crollo nel letto e tra me e me mi dico Bonne nuit Alessia.

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