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LA FABBRICA DEI SOGNI

LA FABBRICA DEI SOGNI

Work Hard & Play Hard

Maggio 7, 2019

La fabbrica dei sogni

Episodio 12

Non ho mai voluto così ardentemente qualcosa, eppure oggi 7 febbraio l’unica cosa a cui tiene la mia vita è questa firma di contratto.

Sono le 16 ca. sono pronta per questo giorno di formazione, ancora una volta ripeto nella mia mente qualche frase di presentazione.

Sylvie mi ha chiamato tre giorni fa per annunciarmi la data per la formazione, mi ha detto che saremo state più persone e da come ho capito sarà un ragazzo a tenere la formazione.

Ci siamo oggi è il giorno, uno dei giorni in cui sento l’adrenalina pulsare nel mio sangue, anche se è presto decido di avviarmi per poter prendere aria.

Daniela mi vede uscire: We! E tu dove vai?. – Sto andando al corso di formazione, sperando che ci capisco qualcosa!- le dico.

– Vedrai sono tutte formalità, tu dici sempre si e andrà bene, mo vai senno fai tardi –  mi abbraccia e mi da un bacio.

Per la strada percepisco un’aria fredda, oggi é il 7 febbraio, è già passato un mese da quando sono arrivata e penso che qui la percezione del tempo è cosi diversa, mi sento come se il tempo si fosse dilatato. Cerco di pensare positivo ma mi sento così insicura, per la prima volta nella mia vita sento che tutto dipende da me e che adesso nessun errore è possibile perchè potrei mettere fine a quest’esperienza. Penso a mia sorella, e al coraggio che lei ha avuto a partire, chissà se sarò agguerrita come lei nella vita, chissà se riuscirò a percorrere la mia di strada…cosi tanti pensieri che passano nella mia mente, vedendo le fermate della metropolitana seguirsi una dietro l’altra.

Opera – la mia fermata, esco all’uscita numero 1 e salendo le scale la vedo L’Opera de Paris, si erge giusto davanti ai miei occhi cosi maestosa e magnifica avvolta in questo cielo blu notte. Sono solo le 16:45 e sembran essere le 11 di sera. faccio un giro veloce e circa mezz’ora dopo sono dentro Pizza Hut. Un ragazza all’entrata mi dice qualcosa, senza capire le spiego che raggiungo il gruppo di persone per la formazione e mi fa segno di andare in fondo.

Ci sono circa 5 persone tra cui Kamel, che si presenta, ed è il formatore mi presenta alle altre persone e capisco che ci sono due persone che devono arrivare. Timida come sono, mi siedo e mi guardo intorno, un nuovo luogo dove passero circa 25 ore settimanali, cerco di immaginarmi il futuro ma so che tutto sarà una sorpresa.

Kamel, mi chiama per raggiungere gli altri e cominciare. Due ore e mezza dopo, mi trovo davanti ad un questionario risposta a multipla, e penso fra e me e me che le ore passate a studiare francese sono state troppo poche per prepararmi a questa situazione eppure cerco di andarmene per logica anche per non perdere troppi punti. Alla fine ho avuto un voto che mi permettesse di validare i primi moduli di formazione e devo dire che Kamel me ne ha corretto qualcuna capendo che il mio livello di francese non fosse ancora così elevato per poter comprendere tutto.

Firmo i miei documenti e mi dico che è fatta, tra due giorni comincerò e dovrò impegnarmi per tenermi il lavoro, ma sono fiduciosa allo stesso tempo, so che nulla al mondo mi impedirà di restare qui ormai.

 

To be continued…

 

XOXO – I just woke UP

LA FABBRICA DEI SOGNI

Guardando il cielo: Ho bisogna di una seconda botta di C***

Febbraio 21, 2019

La fabbrica dei sogni

Episodio 11

Ed eccomi a cercare di dare un tocco di Alessia nella mia nuova stanza, tutto è così imperfetto nella sua totale perfezione.

Penso che ora mi tocca cercare solo di ordinare di maniera ottimale tutte le mie cose e vista la mia totale inesperienza nel gestire i piccoli spazi farò tanti cambiamenti nel corso della mia coloc – gergo francesa per dire convivenza con delle persone – .

Vedo spuntare la testolina di Daniela, che mi chiede se sono pronta per andare a fare un giro per i ristoranti per cercare un lavoro da cameriera. Le rispondo di darmi 30 minuti per essere operativa e penso che questa ragazza è davvero geniale e ringrazio il cielo di essere I T A L I A N A.

Ca. 40 minuti dopo siamo in giro per Mairie de Lilas, Daniela mi fa da Cicerone spiegandomi dove posso andare a fare la spesa, dove si trova la lavanderia per andare a fare il bucato o ancora il piccola parco dove faremo i nostri futuri pic nic.

Ci ritroviamo davanti alla metropolitana e da li decidiamo di andare verso Les Halles, dove ci sono molti ristoranti e risalire poi con una passeggiata verso Opera. Il piano d’attacco è pronto distribuire i miei CV da finta cameriera e cercare di accocchiare – gergo napoletano – due, tre parole di fila in francese per poter cercare di convincere qualcuno a darmi un lavoro. Penso P L E A S E, guardando il cielo dammi un’altra botta di culo Résultat de recherche d'images pour "emoji ti prego", promesso andrò in palestra per aver il più bel sedere di Mairie de Lilas Résultat de recherche d'images pour "emoji" !!!

Non è per niente facile ed io sono timidissima, fortuna che Daniela si lancia nei ristoranti e i bar senza pensare nulla, mi dice: ” Ma che ti frega, Parigi è così grande che questa gente non la vedrai prima di tre anni. Ricorda che hai già un piano A nella gelateria italiana, che ti ha proposto un incontro quindi, non hai niente da perdere!

Passiamo davanti a Pizza Hut, questa insegna americana di cui non ero nemmeno a conoscenza dell’esistenza e Daniela mi dice: ” Su su, entriamo qua fanno le pizze è arte tua”. Io la seguo scettica, è più eccitata lei che io, penso tra me e me. Entriamo in questo ristorante e gente ovunque, e vedo questa Madame con la camicia bianca che si rivolge a noi: “Oui Bonjour, deux personne?”, Daniela, subito le risponde: En faite, c’est plutot pour une proposition d’emploi, de ma copine Alessia. –  Mi spinge davanti ed io senza capirci granché le dico: Bonjour, je suis Alessia, je viens d’arriver à Paris et je cherche un emploi en tant que serveuse – buongiorno, sono Alessia, sono appena arrivata a Parigi e cerco un lavoro come cameriera -. Ripeto quello che avevo imparato a memoria, perché sapevo che lo stress non mi avrebbe aiutato.

Sylvie, di cui leggo il nome e il titolo Direcrtice Adjointe, mi da appuntamento alle 15.3o dello stesso giorno per un colloquio di persona. Appena uscite dal ristorante Daniela esclama: ” E brava Ale;) adesso devi solo conquistarla a tavolino.

Ore 15.15 il mio cuore batte come se non ci fosse un domani e cerco di calmarmi dicendomi che tutto andrà per il meglio e che devo solo respirare e dirmi che questa è solo un’altra piccola prova che devo riuscire a superare e che passo dopo passo..ce la farò 😀 essere F I D U C I O S A .

Entro nel ristorante e non so in che modo faccio capire ad un cameriere che avevo un colloquio con Sylvie e mi dicono di aspettare, e seduta ad un tavolo, mi sento un pò spettatrice di un possibile lavoro che potrà essere il mio tra qualche tempo. Io, che mi spaccio per cameriera, ne avremo visto davvero di tutti i colori. Sylvie arriva con questa sua camminata molto sicura di lei e mi tende la mano, una stretta di mano molto forte e mi dice di seguirla.

Un’ora circa dopo sono fuori Pizza Hut, chiamo subito mia madre: “Mamma, mi hanno offerto un contratto a tempo indeterminato, è mai possibile?”. Io sono completamente sotto schock per la facilità con la quale un CDI possa essere proposto ma incredula dico ok ed adesso cosa faccio?”.

¯\_(ツ)_/¯

(╯°□°)╯︵ ┻━┻

(ಠ_ಠ)

ლ(ಠ益ಠ)ლ

 

XoXo

 

 

 

 

 

 

LA FABBRICA DEI SOGNI

AAA cercasi disperatamente una stanza a Parigi e dintorni

Gennaio 5, 2019

La fabbrica dei sogni

Episodio 10

Ho circa 17 giorni davanti a me per cercare una stanza, e un lavoro anche! Qui a Parigi, non è cosi facile, Claudia mi ha spiegato che ci sono diverse opzioni per trovare una stanza o un appartamento:

il 50% trova  tramite agenzia

il 40% tramite dei siti web (Leboncoin, PAP)

il 5% tramite conoscenza

il 5% tramite il cosiddetto CULO

Cerco di di pensare a come poter rientrare nelle 4 categorie ma non è cosi semplice perché per i primi due casi bisogna rispondere a diversi criteri: avere minimo un garante ( una persona che si porta garante per te nel caso in cui non vi è un pagamento), presentare una serie di documenti tra cui le ultime 3 buste paghe oppure se ancora studente presentare i documenti di iscrizione alla facoltà. Ed ecco che le mie probabilità si abbassano ai restanti 10%, traducibile in un semplice: Sono Fottuta!

Chiamo Davide per poter placare la mia ira, dopo qualche squillo risponde: – Ciao bébé, tutti bene?! – io con un tono secco rispondo di no e gli spiego per filo e per segno il quadro nero e ad una certa mi interrompe e mi dice: – Ale, dopodomani arrivo io passiamo una settimana insieme e cerchiamo di trovare un modo, non preoccuparti vedi che andrà tutto per il meglio. – Respiro profondamente e gli dico che vado a docciarmi per scrollarmi la tensione da dosso, sperando vivamente che funzioni.

—–

Qualche giorno dopo..

Davide è arrivato, non ne potevo più di sentirmi cosi sola con questo fardello da gestire. Siamo andati a vedere qualche stanza che avevo potuto trovare sui siti web, ma nessuna di queste ha avuto buon esito, mi mancano troppo documenti e mi dico che non so come uscirò fuori da questo pasticcio. A più riprese ho chiamato mia madre spiegandole che le cose si stavano complicando e che non sapevo proprio come riuscire a trovare una soluzione.

La cosa che mi spaventa di più e ad ogni visita ci sono io con 300 persone che come stanno cercando disperatamente e in più loro hanno sicuramente garanti e per la maggior parte di loro non sono stranieri. Ne ho viste di tutti i colori in sti giorni, appartamenti di 10m2 con bagno sul pianerottolo, camera situate al 7piano con scale a rampa senza ascensore, studio situati al piano -1 del palazzo.. e a avrei accettato qualsiasi cosa per poter metter fine a questa tortura.

Ultima sera di Davide, riparte domani con il volo delle ore 12:20, Claudia ci ha proposto di uscire con lei e i suoi amici tra cui anche italiani per andare a prendere una birra nel 18esimo al Point Ephèmere

Appuntamento alle 19:30 nel bar, che è abbastanza grande, in effetti a volte fanno anche dei concerti in una sala che questa sera è chiusa. Vedo Claudia seduta con altre persone le faccio segno e ci avviciniamo a loro, sono tutti seduti in cerchio per terra, in questa zona molto chilli del bar, adoro! Davide ed io ci presentiamo e prendiamo posto, mi ritrovo vicino a Daniela, napoletana anche lei. Incominciamo a parlare lei molto socievole e parlando del più del meno le dico che sto cercando una stanza.

– Alessia, ma è fantastico, nell’appartamento dove abito a Mairie de Lilas, capolinea linea 12 si è appena liberata una stanza. La casa è tranquilla, le stanze molto piccole ma i proprietari sono italiani e non chiedono garanti. Io sto cercando qualcuno, quindi se vuoi domani puoi venire a vederla e ti faccio conoscere il proprietario. Che ne pensi? –

I miei occhi si illuminano, mi dico che forse faccio parte di quel 10% che grazie a conoscenze di amici e grazie anche ad un bel pò di culo troverò casa. Brindiamo con Daniela alla buona notizia con Claudia, e chiamo subito mamma per dirle che forse ci sono grandi speranze che ho trovato casa!

—-

Il giorno dopo avevo ufficialmente una stanza nei dintorni di Parigi, la mia prima stanzetta di 8m2, molto molto piccola eppure sapevo che questo segnava davvero l’inizio del mio percorso di vita a Parigi!

 

LA FABBRICA DEI SOGNI

Sono un avventuriero in cerca di un tesoro – L’alchimista

Dicembre 6, 2018

La fabbrica dei sogni

Episodio 9

Mi sveglio con la sensazione di essere a casa, ma mi sento disorientata per qualche secondo perché non riconosco le pareti, penso ” se non sono a casa e dove sono allora?

a Parigi!

“Ce l’ho fatta – penso – sono partita!” Cerco l’orologio in camera non so proprio che ore possano essere. Sono le 7:57, penso che è ancora troppo presto per uscire dalla camera ma che posso incominciare a mettere in ordine un pò delle mie cose. La prima cosa che ritrovo è il libro di D. che mi ha regalato ed incomincio a sfogliarlo, mi sono creata un mio rituale per la lettura di un libro: leggere le ultime righe del libro. Mi affretto a leggere:

Il ragazzo sorrise. Era la prima volta che la giovane gli dava un bacio.

“Fatima, sto arrivando,” disse lui.

Un bacio, penso a Davide e sorrido afferro il mio cellulare e gli scrivo:

Bonjour! Mi sono da poco svegliata, stento ancora a crederci che sono qua! Già mi manchi, ma so che ci vedremo tra poco e in queste settimane cercherò di impegnarmi a trovare un posto dove vivere e un lavoro. Al momento non so da dove cominciare ma so che tu sei qui con me. Je t’aime.

Rido nello scrivere Je t’aime anche se questa parola racchiude lo stesso significato del Ti amo, mi accorgo che per me è una parola estranea. Chissà se un giorno le parole francesi avranno lo stesso apporto emozionale che quello italiano…

Tante domande, poche risposte, mi dico che non so nemmeno se riuscirò nella mia avventura, ma già che son partita, il solo andar via dal mio paese della mia città mi da una forza immane, non perché rinnego il mio passato ma perché mi sto dando una possibilità nel riuscire. Ho voglia di dirmi che comunque vada ci avrò provato.

Sento la voce di Claudia, mi infilo un maglione ed esco dalla stanza e vado nel salottino. Claudia mi sorride e mi dice “Buongiorno Ale, Come va?” ed io le rispondo “Molto Bene”.

R. arriva con il caffè ed incominciamo a chiacchierare, R. se la cava in italiano, loro sono insieme da tre anni e più volte sono venuti a Napoli ed io l’ho anche intervistato per il progetto della mia tesi in francese. Mi dico che non sono sola e che avere un appoggio qui mi permetterà di crearmi più facilmente delle amicizia.

Questa mattina, ascolto il consiglio di Laura, andare a fare una prima passeggiata e perdermi nelle vie Di Parigi, prendo una doccia veloce, mi infilo un pantalone ed un pull-over e mi imbacucco per bene che ci saranno circa 3°! Prendo borsa e macchina fotografica ed esco.

Vi condivido qualche foto scattata gennaio 2012 condivisa nel mio album Facebook

A la recherche de Paris 

         

 

LA FABBRICA DEI SOGNI

Bienvenue à Paris

Novembre 20, 2018

La fabbrica dei sogni

Episodio 8

Aereoport d’Orly sud, sono le 22:30 circa, mi guardo intorno e cerco la scritta Bagages, seguo una famiglia che penso sia meno scombussolata di me per trovare il ritiro bagagli. Mentre aspetto accendo il wifi per collegarmi alla rete dell’aeroporto. Accedo a messanger per scrivere a mia madre e a Davide, li rassicuro che sono sana e salva.

Sento parlare solo francese intorno a me, e ho la testa che mi scoppia, con le valigie mi avvio verso l’uscita TAXI e aspetto in fila il mio turno. Cerco nella borsa il biglietto in cui mi sono segnata l’indirizzo di Claudia.”Cavolo” – penso, “devo scriverle per avvisarla che sono atterrata”. Sento una voce che si rivolge a me “Modemoiselle … … ” non capisco il resto ma mi avvicino e gli mostro il bigliettino incapace al momento di parlare in qualsiasi lingua preferisco far finta di esser sordo-muta!!!

Le monsieur – scende dall’auto per riporre le bageges nel cofano e salgo in macchina e si parte verso questa destinazione sconosciuta. Guardo le strade che percorriamo, tutto nuovo e tutto ancora da scoprire, al sol pensiero sento le vene pulsare nelle mie tempie, mi sento una pila elettrica. Arriviamo nel quartiere di Belleville sono le 23 passate, l’autista si allontana ed io sto aspettando Claudia che viene a cercarmi.

Esce dal palazzo e si dirige verso di me e sorride “Ciao Ale, Bienvenue à Paris!” Vedendo il mio stato, capisce che sono sotto shock e decide di parlarmi del più e del meno, quello che ho ritenuto è “ci sono degli amici nostri e stiamo prendendo un verre, sei pronta? Io, che penso non ancor emesso un suono da quando uscita dall’aeroporto le dico “va bene, andiamo dai”. Terzo piano, porta in fondo a sinistra, Claudia apre la porta e vedo questo mini corridoio all’entrata, mi fa strada e nella mia stanza che si trova subito dopo sulla sinistra.

Lascio i bagagli in stanza e con Claudia e ansia,o in salone, riconosco il suo ragazzo Rachid che vien subito a darmi il benvenuto, e faccio un segno con la mano agli altri. Claudia dice qualcosa in francese, immagino che mi stia presentando e sento spuntare nella conversazione il nome di mia sorella Veronica. Stanca morta e in tensione mi scuso e nemmeno dopo un quarto d’ora sono in stanza. Il tempo di andarmi a struccare e lavarmi i denti che crollo nel letto e tra me e me mi dico Bonne nuit Alessia.

LA FABBRICA DEI SOGNI

Voglia di volare

Novembre 17, 2018

La fabbrica dei sogni

Episodio 7

Incamminandomi nel corridoio che conduce all’aereo mi sento come se ci volesse sempre più forza per avanzare, ho come la sensazione di andar contro corrente.

cerco il mio posto 15F, riposo il mio bagaglio a mano, e prendo con me il libro di D.a e le cuffie per ascoltare la musica sul mio mp3. Qualche giorno prima avevo creato una playlist ad hoc per questo momento, canzoni soprattutto che mi riportavano indietro nel tempo a momento gioiosi.

Allaccio la cintura, l’hostess passa per fare il controllo e dopo poco comincia a presentare le istruzioni in caso di emergenza. Sono stanca, il mio corpo e la mie mente sono inquieti e chiudo gli occhi, vedo mia madre che mi abbraccia, mio fratello Matteo che mi sfotte, mio padre che, come sempre un po’ taciturno, mi dice ci vediamo presto.

Cerco Veronica, chissà come è il suo quotidiano in Australia? Penso che lei sia la persona che meglio possa capire quello che sto vivendo anche se al momento siamo in due emisferi opposti so che mi pensa, preoccupandosi della sua sorellina irrequieta.

Mi sveglio, circa un’ora è passata dalla partenza, la signora al mio fianco , sulla sessantina direi, attacca bottone ed incomincia a farmi delle domande sul dove vado e le racconto un po’ il mio percorso ed i suoi occhi si illuminano, leggo nel suo sguardo la sua approvazione nella mia scelta e mi confessa che anche lei ha vissuto in Francia un periodo della sua vita e che di tanto in tanto ritornava per percorrere le vie di una Parigi che aveva conosciuto durante la sua giovinezza.

L’universo gioca il suo ruolo nel farci incontrare le persone giuste che ci sappiamo parlare e renderci partecipe di un destino comune quando abbiamo bisogno di una spintarella per osare..

E come canta Jovanotti “ La vertigine non è paura di cadere, ma voglia di volare”

LA FABBRICA DEI SOGNI

L’ora gira

Novembre 15, 2018

La fabbrica dei sogni 

Episodio 6

Giorno della partenza

Ci siamo oggi è il grade giorno.

Mia madre ed io decidiamo di andarci a fare un ultimo giro nel primo pomeriggio, prendere aria ci farà bene. Ci teniamo la mano, ho bisogno di sentire il tocco della sua pelle contro la mia.

Mi chiede “Allora come ti senti?”

Le rispondo “Aspettavo questo giorno ormai da 6 mesi a questa parte, penso realmente che questo desiderio di partire sia stato dettato da una voglia di scoprire cosa c’è oltre Napoli, però non so se son fatta della stessa stoffa di Veronica”

“Certo, che lo sei! Guardati oggi, sei una ragazza piena di vita e che si trasformerà in una giovane donna nel giro del prossimo anno, hai tutte le capacità di arrivare, non dubitare mai di te stessa e se lo fai chiamami che te ne dico un paio!”

Sorrido, sulla strada di ritorno verso casa vedo Davide, all’entrata del palazzo che mi aspetta, guardo l’orologio e sono già le 16:30. Mi fiondo nelle sue braccia e con mia madre ci dirigiamo verso casa. Nemmeno il tempo di aprire la porta e mio padre ci dice “Ale guarda che Claudia ha cercato di chiamarti”. Avevo lasciato il cellulare a casa e quindi il cellulare aveva suonato a vuoto più e più volte. Chiamo Claudia, che ride a telefono e mi spiega che in effetti aveva aspettato ben 5 ore per chiamarmi perché aveva paura che mi fosse successo qualcosa e non sapevo come annunciarlo a mia madre. Continua dicendomi “Non sai che paura, pensavo dovessi prendere l’area stamattina intorno alle dieci”. Ridiamo tutte e due a telefono e la rassicuro dicendo che le prometto che appena atterro a Parigi le invierò un messaggio e che ci si vede stasera intorno alle 23:30 da lei.

D.a, mia cugina, mi chiama subito dopo per dirmi che anche lei e D.o sarebbero venuti per accompagnarmi all’aeroporto e che non c’erano scuse, avevo cercato di dissuaderla nel dirle che meno persone ci sarebbero state e più facile sarebbe stato per me ma con lei non si discute 😉 !

Siamo tutti nel soggiorno cucina, come se fosse una tipica giornata di festa natalizia, prendiamo il caffè, il sole entra dalla finestra e riscalda l’atmosfera, mamma apre il frigorifero per accompagnare il caffè con i suoi formidabili struffoli “Dobbiamo pur coccolarci, eh?” e mi guarda. Quanto l’amo mia mamma, in questo preciso istante mi prometto che non la deluderò, che tutti i sacrifici fatti in passato per me avranno un senso, che le sarò sempre vicina e che anche se da stasera saremo in due paesi diversi il nostro rapporto non cambierà.

L’ora gira e vedo mio padre e mio fratello che prendono le mie valige… è tempo di andare.

 

LA FABBRICA DEI SOGNI

Con i piedi per terra e la testa fra stelle

Novembre 12, 2018

La fabbrica dei sogni 

Episodio 5

-2 giorni alla partenza

Quando il gioco si fa duro, io ho bisogno di una pizza!

Ieri sera con i miei amici ci siamo ritrovati per una pizza, siamo andati a mangiare da Sorbillo al centro di Napoli. D.a mi abbracciava sempre, che dolce, e tutti scherzavano intorno a me. Tante risate e tanta gioia. Dopo aver ordinato la pizza con la mozzarella di bufala, con la scusa del “mi vado ad incipriare il naso” sono andata fuori a prendere una boccata d’aria fresca. Ho preso un grand respiro, il mio labbro inferiore tremava, non riuscivo a calmarmi, come potevo improvvisamente mi sentivo e mi sento tutto oggi già lontana da questo mondo al quale appartengo.

Li guardavo, scattavo delle foto immaginarie nella mia mente per poter sempre ricordarli cosi’…Pieni di vita.

Mi sento una mano sulla spalla, Sasi con un suo sorriso sgargiante mi dice “We ammo, scusa il ritardo”, ed io mi son girata come se tutto andasse bene, e gli ho detto “andiamo va, che come sempre sarai l’ultimo a mangiare”.

La seconda parte della serata è un pò sfocata, siamo andati a bere qualche cicchetto nella piazzetta dove si trovava la mia università – L’orientale -. Ci siamo salutati intorno alle 2 del mattino incominciava a far troppo freddo. Io ho cercato di non scoppiare a piangere, ma tutti aspettavano il gran momento per potermi sfottere e così é stato, quindi tra lacrime e risate ci siamo abbracciati e salutati.

Davide, il mio ragazzo, mi ha preso tra le braccia e mi dice “Mi sa che ti devo consolare io”. Una volta in auto, mi porta da Cornetti maison a via Manzoni per prendere dei cornetti da portar via, essendo indecisa mi ritrovo con un cornetto al cioccolato con praline di nocciola e una conchiglia al cioccolato bianco. Penso che avrei potuto comprare tutto in quella cornetteria, ma poi mi son detta ci ritornerò.

Davide mi prende per mano e mi riconduce in auto con le nostre prelibatezze da mangiare ancora calde in un sacchetto, mi chiede ancora qualche minuto prima di mangiarle. Dopo nemmeno 10 minuti ci ritroviamo a Posillipo, Davide mi dice che mi aspetta in auto, scendo dall’auto e mi avvicino al muretto guardo l’orizzonte, il mare immenso e nero, non si vede quasi nulla, un pò come al momento il mio futuro però poi alzo la testa e vedo le stelle, loro ovunque io vada saranno sempre là e mi indicheranno il cammino.

E davanti al mare di Napoli mangiando il mio cornetto, una lacrima scende sul mio viso, sorrido e sento che è giunto il momento di salutarci.

 

LA FABBRICA DEI SOGNI

Nella tana del coniglio bianco

Novembre 10, 2018

La Fabbrica dei sogni

Episodio 4

Mia madre mi sta aiutando a preparare le 2 valigie con le quali partirò.
Calzini, mutandine, asciugamano, accappatoio, lenzuola, trapunta, vestiti, trucchi, scarpe…scelgo un paio di libri da voler portare con me. Strano penso sto prosperando la valigia di sopravvivenza 😅 eppure sembra quasi nulla, parto tra quattro giorni e ho degli alti e bassi nelle mie giornate.

La mattina mi sveglio e sono la più felice del mondo piena di voglia di sapere cosa succederà una volta a Parigi e la sera sono super stressata. In effetti sto cercando di vedere tutte le persone più care e ho sempre una sorta di peso al cuore quando mi dicono “Ma perché stai partendo? Vuoi vedere che tu non avresti trovato lavoro una volta finita la specialistica qua?” .
La decisione di partire va oltre il lavoro la mia scelta di cambiare paese è difficile da spiegare..è come se mi sentissi un po’ come Alice nella tana del coniglio, voglio sapere quali meraviglie esistono e se rimango a Napoli avrò una sola ed unica prospettiva del mondo ed io in so che c’è così tanto da scoprire!
Mi sento molto egoista nella mia scelta, rinunciare a tutto quello che ho per inoltrarmi in un’avventura da sola, scoprire nuovi luoghi, conoscere nuove persone e riinventarmi se lo vorrò!

Non ci saranno regole predefinite diventerò padrona di me stessa e diventerò adulta, dovrò imparare a prendermi cura di me, non che oggi non lo faccia ma penso che sarà diverso. 🎵 Lo scopriremo solo vivendo, comunque adesso ho un po’ paura..🎶

LA FABBRICA DEI SOGNI

Foto ricordo

Novembre 9, 2018

La Fabbrica dei sogni

Episodio 3

Comprare tutto quello di cui ho bisogno in questi giorni è diventata la mia priorità, eppure mi chiedo quali sono le priorità alle quali non posso rinunciare, perché ho bisogno di oggetti materiali per poter sentirmi comunque a casa nel mio futuro chez moi.

Guardo la mia camera la prima cosa che mi salta all’occhio sono le mie foto.
L’anno scorso ho voluto decorare la parete tra il mio letto e il mio armadio con un centinaio di foto scattate tra i mei 1& anni ad oggi.
E vedo loro i miei amici, coloro che colorano la mia vita che hanno reso questi anni meravigliosi. D. F. R. D. sono le mie migliori amiche con loro ho scritto le pagine della mia vita questi ultimi anni. Le adoro, completamente diverse ma complementari, poi vedo lui G. Il mio migliore amico con lui il rapporto è andato crescendo nel tempo ci conosciamo da 4 anni circa ma da quando, due anni fa, abbiamo fatto l’animazione in un villaggio nel periodo estivo insieme ci siamo davvero avvicinati! Prometto che Non dimenticherò mai la Love Pep Car, le nostre mille chiacchiere sui miei amori.

Ecco quello che devo portar con me..I miei ricordi, per costruire un futuro nuovo, devo avere delle radici solide, quindi è tempo di ripescare le migliori foto delà mia vita e portarle con me! 📸
Ed ecco che due giorni dopo ho la mia selezione di Foto Ricordo pronte ad essere stampate e a partire con me per un nuovo inizio, una nuova avventura!