LA FABBRICA DEI SOGNI

L’ora gira

Novembre 15, 2018

La fabbrica dei sogni 

Episodio 6

Giorno della partenza

Ci siamo oggi è il grade giorno.

Mia madre ed io decidiamo di andarci a fare un ultimo giro nel primo pomeriggio, prendere aria ci farà bene. Ci teniamo la mano, ho bisogno di sentire il tocco della sua pelle contro la mia.

Mi chiede “Allora come ti senti?”

Le rispondo “Aspettavo questo giorno ormai da 6 mesi a questa parte, penso realmente che questo desiderio di partire sia stato dettato da una voglia di scoprire cosa c’è oltre Napoli, però non so se son fatta della stessa stoffa di Veronica”

“Certo, che lo sei! Guardati oggi, sei una ragazza piena di vita e che si trasformerà in una giovane donna nel giro del prossimo anno, hai tutte le capacità di arrivare, non dubitare mai di te stessa e se lo fai chiamami che te ne dico un paio!”

Sorrido, sulla strada di ritorno verso casa vedo Davide, all’entrata del palazzo che mi aspetta, guardo l’orologio e sono già le 16:30. Mi fiondo nelle sue braccia e con mia madre ci dirigiamo verso casa. Nemmeno il tempo di aprire la porta e mio padre ci dice “Ale guarda che Claudia ha cercato di chiamarti”. Avevo lasciato il cellulare a casa e quindi il cellulare aveva suonato a vuoto più e più volte. Chiamo Claudia, che ride a telefono e mi spiega che in effetti aveva aspettato ben 5 ore per chiamarmi perché aveva paura che mi fosse successo qualcosa e non sapevo come annunciarlo a mia madre. Continua dicendomi “Non sai che paura, pensavo dovessi prendere l’area stamattina intorno alle dieci”. Ridiamo tutte e due a telefono e la rassicuro dicendo che le prometto che appena atterro a Parigi le invierò un messaggio e che ci si vede stasera intorno alle 23:30 da lei.

D.a, mia cugina, mi chiama subito dopo per dirmi che anche lei e D.o sarebbero venuti per accompagnarmi all’aeroporto e che non c’erano scuse, avevo cercato di dissuaderla nel dirle che meno persone ci sarebbero state e più facile sarebbe stato per me ma con lei non si discute 😉 !

Siamo tutti nel soggiorno cucina, come se fosse una tipica giornata di festa natalizia, prendiamo il caffè, il sole entra dalla finestra e riscalda l’atmosfera, mamma apre il frigorifero per accompagnare il caffè con i suoi formidabili struffoli “Dobbiamo pur coccolarci, eh?” e mi guarda. Quanto l’amo mia mamma, in questo preciso istante mi prometto che non la deluderò, che tutti i sacrifici fatti in passato per me avranno un senso, che le sarò sempre vicina e che anche se da stasera saremo in due paesi diversi il nostro rapporto non cambierà.

L’ora gira e vedo mio padre e mio fratello che prendono le mie valige… è tempo di andare.

 

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