Fermarsi e riflettere

Perchè essere te stesso, quando puoi essere me?

Maggio 12, 2019

Amare se stessi è forse uno dei compiti più difficili, non perchè questo richieda un’ abilità particolare ma perchè senza saperlo creiamo delle visioni distorte di noi stessi e tendiamo a percepire l’altro come migliore senza soffermarci sul nostro valore.

Bisogna ammettere che in un’epoca come la nostra in cui siamo bombardati dai media, il nostro Io tende a voler comunicare di maniera esponenziale ciò che ha e ciò che fa per manifestare la sua presenza in questa nuova era digitale. Il prediligere l’apparire è diventata la tendenza 2.0, la percezione di noi stessi si esterna in questa dimensione virtuale.

Una campagna marketing degli anni 90 lanciata da Advertisers Children’s in Canada poneva l’accento sulla fatidica domanda che, tutt’oggi, resta di attualità: Perchè essere te stesso, quando puoi essere me?

In questo video, due ragazze passeggiano in un negozio che offre prodotti e servizi per cambiare l’aspetto dei propri clienti. “Non limitarti a essere te stesso“, dice la voce di una donna a una delle ragazze mentre viene esaminata da una truccatrice che trucca le sue labbra di un rosso scarlatto. “Perchè essere te stesso, quando puoi essere me?” aggiunge.

Come ogni essere umano, abbiamo l’inclinazione a percepire l’altro come colui che possiede un giardino dai mille colori, capite bene che, oggi, questo sentimento ha preso una taglia notevole con l’avvento dei social network. Ad esempio quando si è su instagram, scorrendo di foto in foto, vediamo gli influencers raccontarci la loro giornata perfetta nel loro look perfetto. In quel momento il mondo appartiene a loro, e ne consegue l’amara consapevolezza di non essere come l’altro. In questo frangente, in cui siamo più suscettibili e fragili, che amiamo torturarci, ritenendoci colpevoli di non essere la perfetta copia di Chiara Ferragni.

Premetto che quest’articolo non è affatto una denuncia agli influencers, anzi, trovo molto più interessante che oggi gli stessi utenti 2.0 possano scegliere quale personaggio seguire.

Dopo questa parentesi, ritornerei al soggetto di questa mia riflessione che è: Cosa ci porta ad oggi a imitare l’altro, e cosa intendiamo per Beauty Sickness, tema esplorato da Renee Engeln, professoressa in psicologia autrice del libro “Quando la bellezza diventa un’ossessione”. L’autrice ci invita a riflettere su una serie di aspetti che influenzano, senza esserne pienamente consapevole, me stessa.

Di seguito porto una breve panoramica di quanto trattato nel libro:

L’ossessione culturale per l’aspetto esteriore è ormai diventata un’epidemia che pregiudica la capacità delle donne di farsi strada nel mondo e vivere vite felici e significative. Se si parla di bellezza, le giovani di oggi si trovano ad affrontare una sconcertante serie di contraddizioni. Non vogliono essere delle Barbie, ma imparano che quello è l’aspetto che devono avere. Si indignano per il trattamento che i media riservano alle donne, e poi sono ossessionate da riviste e programmi tv che le sminuiscono. Criticano l’assurdo ideale di bellezza della cultura moderna e girano video in cui smascherano i ritocchi fatti con Photoshop, ma si sentono costrette a emulare le stesse immagini che biasimano e usano ogni trucco per sembrare più magre. Sanno perfettamente che ciò che vedono non è reale, però scaricano app per migliorare i propri selfie… Eppure queste ragazze sono capaci di combattere per ciò in cui credono. Sono pronte a ribellarsi alla cultura che le vuole malate di bellezza e a creare un mondo diverso… hanno solo bisogno di capire come.

L’essere umano tende molto spesso ad imitare per integrarsi nella società, e come ho anticipato prima questa non è una denuncia ma piuttosto un invito a riflettere.

Per voi che siete in ascolto

Quando ho cominciato ad amarmi davvero e ad amare,
mi sono liberato di tutto ciò che metteva a rischio la mia salute: cibi, persone, oggetti, situazioni
e qualsiasi cosa che mi trascinasse verso il basso allontanandomi da me stesso.
All’inizio lo chiamavo “sano egoismo”, ma
oggi so che questo si chiama amor proprio.

Non dobbiamo temere i contrasti, i conflitti e
i problemi che abbiamo con noi stessi e con gli altri
perché perfino le stelle, a volte, si scontrano fra loro dando origine a nuovi mondi.
Oggi so che questa si chiama vita.

Charlie Chaplin

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