Fermarsi e riflettere FOOD

Veganismo, cosa è di preciso?

Luglio 16, 2019

Ieri parlando con un’amica vegetariana, le ho fatto presente la mia scelta di interessarmi a questa tematica e di come molto spesso mi ci perdo fra le mille terminologie usate in questo contesto. Ecco perché stamattina di buon’ora mi sono svegliata e mi sono documentata.

Bisogna ammettere che oggi il veganismo è sempre più presente nei media, nelle case e per strada: seduce, interessa, sfida, infastidisce ma non ci lascia indifferenti. In una società moderna dove regna il consumismo alimentare perché avvicinarsi a questo tipo di stile di vita? Fenomeno o Moda?

Ecco una serie di informazioni che ho potuto ritrovare:

Cos’é il veganismo?

Il veganismo non è solo una dieta, spesso immaginata come “estremista”, “austera” o “squilibrata”. È uno stile di vita positivo che ci invita a mettere in discussione i nostri automatismi, il nostro modo di consumare, il nostro rapporto con la natura e tutti i suoi abitanti.

Essere vegano, corrisponde a che tipi di ?
“Vegetariano”, “vegetaliano” o “vegano”?

Il termine “vegano” è stato progettato nel 1944 da Donald Watson, il fondatore inglese della Vegan Society la più antica associazione al mondo.

Terminologie e diete abbondano, quindi per chiarire le idee, riporto di seguito qualche schema per una visione più chiara e limpida.

La definizione ufficiale del veganismo, che risale al 1951, è “la dottrina secondo cui gli esseri umani devono vivere senza sfruttare gli animali” (The Vegan Society).

Una persona vegana è una persona che ha semplicemente scelto di cambiare il modo in cui consuma e agisce, in modo da avere il minimo impatto negativo possibile sugli altri. Ha frequentato circhi senza animali, tenere gli animali in natura, senza la caccia, alimenta in modalità 100% vegetale, scegliere i vestiti realizzati in materiali non dallo sfruttamento degli animali (cotone, sintetici …) e gli usi prodotti cosmetici e di manutenzione non testati.

Perché si diventa vegani?

La transizione al veganismo non avviene da un giorno all’altro. Il veganismo, che è spesso il risultato di una riflessione sulla condizione animale, trova anche la sua giustificazione in argomenti che spesso si sovrappongono per formare un insieme coerente.

Problema di salute:

Allergie, intolleranze (latte …), problemi di salute legati agli scandali nell’industria alimentare, per esempio, o volontà di adottare una dieta più sana …

Rispetto dell’animale o etica:

Oltre 1,1 miliardi di animali vengono macellati all’anno solo in Francia. A questa cifra si aggiungono le 800 000 tonnellate di pesce e di altri animali acquatici offerti in vendita sul mercato francese. Oltre l’80% sono animali provenienti da aziende agricole industriali.

Ci sono prove che gli animali, come gli umani, sono esseri senzienti, che sentono paura, stress e sofferenza.
Le associazioni denunciano i trattamenti che subiscono durante l’agricoltura industriale: corpi deformati dalla manipolazione genetica, condizioni di vita insostenibili, stress e mutilazioni vivono prima del trasporto e della macellazione. Il pesce, soffrirà il più delle volte una lunga agonia e dolorosa.

Ragioni ecologiche:

L’industria della carne e dei latticini usa enormi quantità di terra (l’80% dei terreni agricoli in Francia e il 70% delle terre agricole del mondo), l’acqua (il 36% del consumo di acqua di Fonte francese WWF 2012), combustibili fossili, mentre produce il 18% delle emissioni globali di gas a effetto serra e altre forme di inquinamento (più di un terzo dell’inquinamento idrico da pesticidi, azoto e fosforo, fonte FAO 2009).

Questo settore è anche responsabile del 91% della deforestazione in Amazzonia (FAO, 2006, Solagro, 2016) e la causa principale della perdita di biodiversità sulla terra.
La pesca e l’acquacoltura sono fonti di inquinamento in mare e l’erosione della biodiversità marina: il 90% degli “stock” di pesce commercializzato sono in pieno sfruttamento o sfruttamento eccessivo (FAO, 2016).

Per più solidarietà:

Dopo la seconda guerra mondiale, l’agricoltura divenne altamente industrializzata nei paesi occidentali e i prodotti di origine animale, fino ad allora una minoranza nella dieta, divennero di primaria importanza al tavolo. Questo sviluppo sta trasformando radicalmente i metodi di produzione, ma anche il commercio mondiale.

Per nutrire le loro fattorie, i paesi sviluppati stanno ora importando enormi quantità di cibo (cereali, soia) prodotte nel Sud a scapito delle aree di colture alimentari. L’Europa usa 7 volte la sua terra agricola nei paesi meridionali per nutrire il suo bestiame (Kwa A., 2001)!

Nei paesi del sud, questa coltura beneficia principalmente di grandi proprietari terrieri, mentre i piccoli agricoltori sono vittime del modello produttivista, ad esempio in Sud America, dove la coltivazione di soia è un disastro ecologico e sociale, per non parlare l’uso di OGM.

Capirete bene l’importanza di diventare prima di tutto Consumatori Coscienti, sapere quali sono gli alimenti che riponiamo nel nostro carrello della spesa tutti i giorni.

Proprio ieri andando a fare la spesa da Lidl, mi sono sentita persa, mi sembrava che in Italia fosse più facile, si andava dal proprio fruttivendolo e si acquistava la frutta di stagione. In una metropoli come quella parigina bisogna ancor più sforzarsi di leggere e leggere, ma penso che sia il giusto cammino da intraprendere.

Se sto per diventare una persona che segue una qualsiasi tipologia di vege*** filosofia? Di preciso non so rispondervi, mentirei dicendo che ho trovato in me la forza, è come se mi fossi drogata per tutta la vita ed ora ho voglia di smettere…ma tra il dire e il fare quanto sarà grande il mare?

A voi che siete in ascolto STAY AWAKE…

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